In questi giorni Vodafone sta mandando un sms ai suoi clienti:

“Ai sensi della Legge 172/2017 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive, tutte le tue offerte si rinnoveranno mensilmente anziché ogni 4 settimane senza alcuna modifica di costo. Per conoscere le offerte attive chiama il 42590 o vai su voda.it/informa.

Ed infatti il 1 dicembre 2017 è stato approvato il decreto legge 16 ottobre 2017, n.148 (cosiddetto decreto fiscale) che, tra le altre cose, impone a tutti i gestori di telefonia e pay tv di tornare alla fatturazione mensile invece che ogni 4 settimane. Era stata proprio Vodafone, per prima, ad aver introdotto la novità della fatturazione ogni 4 settimane. Come ricorda l’AD di Vodafone Aldo Bisio in un’intervista al Corriere: “Era un’operazione legittima in un sistema di mercato liberalizzato”.

Ritorno alla fatturazione mensile: si risparmierà?

Con il ritorno alla fatturazione mensile teoricamente si dovrebbe risparmiare, poiché si andrebbero a pagare 12 canoni all’anno invece dei 13 che si sono pagati finora. E lo stesso messaggio di Vodafone potrebbe trarre in inganno con le parole “senza alcuna modifica di costo“.

Ma, leggendo la nota di Vodafone, capiamo che in realtà non è tutto oro quello che luccica:

Ai sensi della Legge 172/2017 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive, dal 25 marzo 2018, i servizi e le eventuali promozioni attive sul tuo numero subiranno una modifica delle condizioni contrattuali e si rinnoveranno mensilmente anziché ogni 4 settimane.

La spesa complessiva annuale non cambia.

Il numero dei rinnovi mensili della tua offerta si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo di ciascun rinnovo aumenterà dell’8,6%. Per avere maggiori informazioni puoi contattare il 42590.

Ecco che Vodafone stessa chiarisce che in realtà la spesa annua non cambierà: l’importo sarà solo pagato in 12 mensilità invece che in 13. Cosa significa? Un aumento delle tariffe mensili, e nessun risparmio per gli utenti.

Nessun risparmio, ma non solo…

Abbiamo quindi capito che, con il ritorno alla fatturazione mensile, gli utenti non avranno alcun vantaggio in termini economici. Ma non è tutto.

Infatti, non cambierà il numero di minuti, SMS e GB compresi nel proprio piano tariffario. Perciò gli utenti dovranno farsi bastare le opzioni comprese dal proprio piano non più per 28 giorni, ma per 30.

Vodafone aggiunge comunque:

Tutti i clienti interessati riceveranno una comunicazione in fattura e potranno recedere dal contratto o passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, specificando come causale del recesso modifica delle condizioni contrattuali”.

Pare che anche TIM si stia muovendo nella stessa direzione, anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali sulla telefonia mobile. Tutti gli operatori dovranno comunque adeguarsi entro il 5 aprile 2018.

Aggiornamento 22 gennaio 2018:

Vodafone ha modificato il testo dell’sms che manda ai suoi clienti. Ecco qui il nuovo testo, che è stato cambiato probabilmente per evitare fraintendimenti come successo per il precedente

Vodafone sms tariffazione mensile

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